La tua voce, Signore, come richiamo a ritrovare la via di casa:
il regno è vicino! Una strada nuova si apre
e noi ti seguiamo sui sentieri di Galilea, ieri, oggi e sempre!

La tua voce, Signore, come richiamo a ritrovare la via di casa:
il regno è vicino! Una strada nuova si apre
e noi ti seguiamo sui sentieri di Galilea, ieri, oggi e sempre!

La tua luce risplende come astro nel buio della notte
e come lampada conduce alla gioia dell’incontro:
riconoscimento di un Dio fattosi carne
e venuto a porre la Sua dimora in noi.

Trovarti senza cercarti è davvero possibile?
Sì, O Signore, perché tu vieni incontro a ogni uomo,
lo conosci da sempre e lo chiami a seguirti:
tu, luce da Luce e Dio vero!

“Dopo di me viene
un uomo
che è avanti a me,
perché era prima di me”.
Dipingere il Suo volto
sul quadro della mia vita
dà senso ai miei giorni!

Che cosa dici di te stesso?

Tutto è stato fatto per mezzo di lui.

Una vita intera e non essersi allontanati mai dal tempio,
dice che il desiderare di servirti
è questione di amore…
un amore pieno che poi
rende giovane il cuore per sempre.

La consolazione è riconoscerti,
Signore, e accoglierti benedicendoti!

TEMPO DI NATALE
DOMENICA DELLA SACRA FAMIGLIA
COMMENTO AL VANGELO
DI Mt 2, 13- 15.19- 23
Il paradosso dell’Onnipotente Bambino
San Paolo ci dice che “Dio ha scelto ciò che è debole per confondere i forti”.
Nel Vangelo di oggi, questa verità si fa carne e sangue.
L’Eterno entra nel tempo come un profugo; Colui che regge il mondo ha bisogno che un uomo, Giuseppe, gli indichi la strada nel buio.
In questa famiglia non vediamo una gloria mondana, ma la gloria della fede nuda.
Maria è il tabernacolo vivente,Giuseppe è l’ombra del Padre.
Essi ci insegnano che essere famiglia significa “fare spazio” a Dio.
Non è la perfezione morale a rendere santa una casa, ma la presenza di Cristo accolto sotto il proprio tetto.
La loro fuga in Egitto ci grida che Dio abita le nostre ferite e i nostri esili, non solo le nostre gioie.
I Magi ci insegnano il primato dell’adorazione. Hanno attraversato deserti non per trovare una dottrina, ma per incontrare una Persona. Davanti a quel Bambino, essi depongono le corone: è il segno che solo davanti a Dio l’uomo trova la sua vera grandezza.
La grazia di Nazaret deve scendere oggi nelle nostre case,nelle nostre comunità. La famiglia è il luogo dove lo Spirito Santo opera la più grande delle trasformazioni: rendere sacro il pane, il lavoro, il perdono reciproco. Se Cristo è al centro, ogni casa,e ogni comunità diventa una piccola Nazaret, ogni tavola un altare, ogni gesto di amore un sacrificio gradito a Dio.
Vieni, Santo Spirito, e infiamma il cuore delle nostre famiglie ,e delle nostre comunità.
Fa’ che, come i Magi, sappiamo riconoscere la Tua luce e, come Giuseppe e Maria, proteggere la Vita di Cristo in noi.

Cadono i veli del dubbio, cadono i veli dell’incredulità,
cadono i veli che annebbiano gli occhi del cuore
davanti al mistero della risurrezione,
Signore, Dio della vita che non muore.
