PRIMA DOMENICA DEL TEMPO DI QUARESIMA COMMENTO AL VANGELO DI MATTEO 4, 1 – 11
QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA
Signore Gesù,
questo tempo di Grazia è iniziato con il segno della cenere, quel pulviscolo di umiltà che ha segnato la nostra fronte per ricordarci che siamo poca cosa, ma polvere amata e visitata dallo Spirito.
Oggi siamo con Te nel deserto, il santuario del silenzio e della prova, per incontrare l’Eterno
Lì, nell’ora della Tua fame, l’Antico Avversario si accosta col suo passo furtivo, e io guardo Te per imparare l’arte del combattimento interiore.
La prova della necessità.
Il Nemico indica le pietre e sussurra: “Di’ che diventino pane”. Vuole che io smarrisca l’orientamento del cuore, che io riduca la mia dignità di figlio a un bisogno da saziare, dimenticando la fame dell’anima. Ma Tu, nel Tuo digiuno fecondo di Pasqua rispondi col primato della Parola. Signore, purifica i miei desideri; che io non cerchi di colmare il mio vuoto con le cose che periscono, ma che impari a cibarmi con il Pane della tua Parola.
La prova della presunzione.
Dal pinnacolo del tempio, il Divisore Ti spinge all’esibizione: “Gèttati giù”. È l’invito sottile alla vanagloria, a tentare il Padre per sentirsi protetti da privilegi magici. Ma Tu scegli la via bassa dell’obbedienza. Insegnami a non pretendere prove dal Tuo amore, a non cercare lo spettacolo nella fede, ma a restare con umiltà nel mio quotidiano, sapendo che la Tua mano mi sorregge anche nel nascondimento.
La prova dell’idolatria.
Infine, lo splendore del mondo offerto in cambio di un inchino. “Tutto sarà tuo, se ti prostrerai”. È l’inganno di una gloria senza croce, di una libertà che si vende al potere. Ma il Tuo grido è una liberazione: “Adora il Signore Dio tuo!”Signore, strappa dal mio cuore ogni idolo che reclama il Tuo posto. Che la mia vita sia un’adorazione silenziosa e continua, un sacrificio di lode che non si piega a nessun padrone di questo mondo.
Gesù, in questa sosta quaresimale, non permettere che io entri in dialogo con la menzogna.
Sia il Tuo Spirito a custodire il mio silenzio, perché nel deserto io non senta altra voce se non la Tua.
Donami un cuore vigilante e orante, affinché, vinta la prova, io possa scorgere già ora la luce della Pasqua.
Amen.
