Assaporare la gioia del tuo cuore di Padre che sussulta fin nelle viscere ogni volta che uno dei tuoi figli torna da te e riscopre la bellezza della vita che aveva perduto; questa è la vera ricompensa di chi abita nella tua casa, Signore!

Assaporare la gioia del tuo cuore di Padre che sussulta fin nelle viscere ogni volta che uno dei tuoi figli torna da te e riscopre la bellezza della vita che aveva perduto; questa è la vera ricompensa di chi abita nella tua casa, Signore!

Entrare nel tuo regno non è questione di istruzione e di precetti ma di piccolezza, di amore che raccoglie ciò che sembra lontano e perduto per farne un frutto maturo da cogliere e gustare a suo tempo.

Ascoltare il richiamo della tua voce per spogliarci della nostra durezza di cuore, per fare della nostra vita una prossimità attenta alle piaghe e al dolore dei tanti Lazzaro che sostano accovacciati in tutti gli angoli del mondo.

Salire con te a Gerusalemme e bere il calice della vertigine. Lo possiamo davvero Signore? Non il sapore dell’ascesa e del dominio ma la dolcezza infinita del tuo amore donato bagni le nostre labbra inaridite ed estingua la nostra sete di vita!

Non padri, non guide, non maestri; ma fratelli e servi gli uni degli altri per essere tuoi figli e discepoli, per diventare luce, sale e lievito per la vita del mondo.

Un cuore grande, capace di dilatarsi per contenere tutte le povertà dell’uomo, un cuore che misura senza misura per dire un amore incapace di essere contenuto.

SECONDA DOMENICA DEL TEMPO DI QUARESIMA
COMMENTO AL VANGELO DI MATTEO 17, 1 – 9
La Gloria del Tabor e il Canto del Servo sofferente.
Signore Gesù Cristo,
Verbo che illumina ogni uomo,
sul monte Tabor ci hai mostrato la meta del nostro viaggio.
Lì, tra le nubi della gloria, il Tuo volto ha brillato come il sole,
rivelando quella Bellezza che non ha ombre,
quel candore che è la veste stessa di Dio.
In quel momento altissimo, la Voce del Padre ha squarciato il silenzio:
“Questi è il Figlio mio, l’Amato: ascoltatelo!»”.
Insegnaci che l’ ascolto è
l’unica via per la Bellezza. Aiutaci a custodire questa parola nel profondo come una riserva di fuoco nelle giornate di gelo,come una bussola di luce per i sentieri del quotidiano.
Ma oggi, Signore, il nostro sguardo si sposta dal Tabor anche sul Getsemani ,
e la profezia di Isaia risuona nelle nostre anime come un lamento:
“Non ha bellezza, né apparenza per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto»”.
Com’è possibile, Signore, che il Figlio Amato dal volto luminoso come il sole
diventi l’Uomo dei dolori che ben conosce il patire?
Com’è possibile che lo Splendore del Padre
diventi Colui davanti al quale ci si copre la faccia?
Insegnaci che la Tua Bellezza non è svanita nell’orto degli ulivi:
si è solo “Trasfigurata in Amore estremo”.
Sul monte eri bello nella Tua Divinità,
nel Getsemani sei bello nella Tua Umanità che si dona.
La luce del Tabor era il segno della Tua vittoria,
il sudore di sangue è il prezzo della nostra libertà.
Hai ascoltato il Padre nella luce, e Lo ascolti ora nell’ombra,
accettando il calice che noi rifiutiamo di bere.
Quando la vita ci sfigura, quando il dolore ci rende irriconoscibili,
quando la nostra bellezza interiore è calpestata,
e la nostra umanità umiliata, ricordaci che Tu sei lì, in quell’abisso perché ne hai conosciuto il sapore amaro.
Vieni a toccare la nostra polvere, Signore,
ripetici quel comando che risuonò tra gli ulivi e sulla vetta:
“Alzatevi, non temete!»”.
Trasfigura il nostro suardo e il nostro patire alla luce del Tuo Volto.
Fa’ che ascoltando Te, il Servo sofferente e il Figlio glorioso,
impariamo che non c’è vera Bellezza senza dono,
e non c’è Croce che non sia già, segretamente,
abitata dalla Luce Eterna della tua Risurrezione.
Amen.

Siamo Tuo Popolo particolare a condizione di osservare i Tuoi Comandamenti! E solo questa condizione ci darà la gioia, ci aiuterà a custodire le tue vie, a lodarti con un cuore sincero, ad essere perfetti come è perfetto il Padre nostro: amate e pregate! Amare e pregare per tutti, ma proprio tutti, amici e nemici, vicini e lontani, buoni o cattivi, perché anche noi, per gli altri, siamo a volte amici e altre volte nemici, siamo lontani e qualche volta vicini, ma soprattutto siamo più spesso cattivi, anche se con il tuo aiuto, la bontà appare nel nostro cuore!

Quanta consolazione ci porta la Tua Misericordia con la Parola che oggi ci chiedi di ascoltare! Non esiste malvagità e non esiste pseudo-nostra giustizia o infinite opere buone fatte che possano cambiare il tuo cuore. Tu non disprezzi, tu accogli un cuore pentito sempre e comunque. Una sola cosa ci chiedi: mettiti d’accordo con il tuo avversario prima che il giudizio arrivi! Quanto è importante per te il nostro rapporto tra fratelli che chiedono e cercano il tuo amore e la Tua misericordia!
