SECONDA DOMENICA DEL TEMPO DI QUARESIMA
COMMENTO AL VANGELO DI MATTEO 17, 1 – 9
La Gloria del Tabor e il Canto del Servo sofferente.
Signore Gesù Cristo,
Verbo che illumina ogni uomo,
sul monte Tabor ci hai mostrato la meta del nostro viaggio.
Lì, tra le nubi della gloria, il Tuo volto ha brillato come il sole,
rivelando quella Bellezza che non ha ombre,
quel candore che è la veste stessa di Dio.
In quel momento altissimo, la Voce del Padre ha squarciato il silenzio:
“Questi è il Figlio mio, l’Amato: ascoltatelo!»”.
Insegnaci che l’ ascolto è
l’unica via per la Bellezza. Aiutaci a custodire questa parola nel profondo come una riserva di fuoco nelle giornate di gelo,come una bussola di luce per i sentieri del quotidiano.
Ma oggi, Signore, il nostro sguardo si sposta dal Tabor anche sul Getsemani ,
e la profezia di Isaia risuona nelle nostre anime come un lamento:
“Non ha bellezza, né apparenza per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto»”.
Com’è possibile, Signore, che il Figlio Amato dal volto luminoso come il sole
diventi l’Uomo dei dolori che ben conosce il patire?
Com’è possibile che lo Splendore del Padre
diventi Colui davanti al quale ci si copre la faccia?
Insegnaci che la Tua Bellezza non è svanita nell’orto degli ulivi:
si è solo “Trasfigurata in Amore estremo”.
Sul monte eri bello nella Tua Divinità,
nel Getsemani sei bello nella Tua Umanità che si dona.
La luce del Tabor era il segno della Tua vittoria,
il sudore di sangue è il prezzo della nostra libertà.
Hai ascoltato il Padre nella luce, e Lo ascolti ora nell’ombra,
accettando il calice che noi rifiutiamo di bere.
Quando la vita ci sfigura, quando il dolore ci rende irriconoscibili,
quando la nostra bellezza interiore è calpestata,
e la nostra umanità umiliata, ricordaci che Tu sei lì, in quell’abisso perché ne hai conosciuto il sapore amaro.
Vieni a toccare la nostra polvere, Signore,
ripetici quel comando che risuonò tra gli ulivi e sulla vetta:
“Alzatevi, non temete!»”.
Trasfigura il nostro suardo e il nostro patire alla luce del Tuo Volto.
Fa’ che ascoltando Te, il Servo sofferente e il Figlio glorioso,
impariamo che non c’è vera Bellezza senza dono,
e non c’è Croce che non sia già, segretamente,
abitata dalla Luce Eterna della tua Risurrezione.
Amen.
