Essere grandi o essere beati? Che cosa conta per davvero?
Tu, Gesù, Signore e maestro, ci dai l’esempio …

Essere grandi o essere beati? Che cosa conta per davvero?
Tu, Gesù, Signore e maestro, ci dai l’esempio …

Il tuo rivelarti, o Signore, è una sorpesa di luce, colore, gioia, profondità che ristora l’anima di chi crede con cuore di bimbo, di piccolo!

“Gesù camminava nel tempio… “
Gesù è fra noi e noi non ci rendiamo conto mai abbastanza di quanto Dio sia con noi e che il suo amore ci tiene stretti: niente può strapparci via da Lui.

… do la mia vita per le pecore…

QUARTA DOMENICA DI PASQUA
COMMENTO AL VANGELO DI Gv 10, 1 – 10
IL PRIMATO PASTORE
E LA TRASPARENZA DEI SEGNI
Signore Gesù, Pastore Eterno e Luce dei cuori, in questo Tempo Pasquale ci mettiamo in ascolto della Tua Parola.
Ti contempliamo come l’unico vero Pastore, il solo la cui autorità non nasce dal dominio, ma dalla relazione sponsale con la Tua Chiesa.
In Te, la bellezza del Divino si fa vicinanza umana e cura amorevole per ogni creatura.
«Egli chiama le sue pecore ciascuna per nome» (v. 3).
Signore, in Te la relazione è l’evento che ci costituisce come persone. Tu non conosci le pecore per categorie o per giudizi esterni; Tu ti prendi cura di loro chiamandole per nome, stabilendo con ognuna un legame di verità che precede ogni struttura. Ti preghiamo affinché ogni autorità nella tua Chiesa rifletta questa Tua qualità: che si ricerchi sempre la verità dell’incontro reale, fuggendo la seduzione del mormorio che deforma i volti e sporca le storie. Sia la Tua Chiesa il luogo dove il nome di ciascuno è custodito come un segreto sacro, al riparo dalle ombre della parola che divide.
«Cammina davanti a esse» (v. 4).
La Tua qualità, è la precedenza del dono sulla legge. Tu non chiedi passi che Tu non abbia già compiuto; non imponi fardelli che non siano stati portati sulla Tua Croce. Quanto è preziosa la Tua cura che non emargina, ma attira!
Donaci pastori che siano trasparenza del Tuo Volto, guide che non smarriscano il discernimento sotto l’urto delle opinioni correnti, ma che sappiano camminare con la fermezza e la mitezza di chi si prende cura solo della Verità.
«Io sono la porta» (v. 9).
Sia benedetta la Tua Misericordia, perché Ti sei fatto Porta di libertà.
In Te, la relazione non è un recinto chiuso che soffoca, ma uno spazio aperto di cura e protezione dove l’anima trova il suo pascolo e la sua pace.
Ti preghiamo per chi sperimenta la fatica della comunione: che la Tua presenza sia sempre il criterio dell’accoglienza e della cura.
Fa’ che nessuna struttura umana osi chiudere ciò che la Tua cura ha aperto, e che il rifiuto non sia mai l’ultima parola nel luogo dove Tu sei Signore.
«Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (v. 10).
Questa è la nostra speranza pasquale: la vittoria della Vita. Non una vita ferma ai giudizi del tempo, ma una relazione che fiorisce nell’Eterno grazie alla Tua cura incessante.
Laddove la parola umana ha cercato di sottrarre dignità e relazione, la Tua Parola risusciti la gioia e la pienezza. Insegnaci ad abitare questa abbondanza, perché diventiamo anche noi, come Te, custodi premurosi dei fratelli, testimoni di una carità che non ascolta la menzogna, ma la Tua Parola.
Amen.

Diffondere e annunciare a tutti la novità del Tuo Regno: proclamare che la morte è stata sconfitta, che il male non ha più la meglio sull’uomo, dire con la vita che Tu sei la Parola di Vera, venuta in mezzo a noi per la nostra salvezza. Signore, non solo hai inviato i tuoi ma oggi mandi noi perché il mondo creda che Tu sei il Figlio del Padre, Colui che fa nuove tutte le cose.

“Come può costui darci la sua carne da mangiare?” Sembra nascondersi l’ombra di una macabra follia in questa domanda fatta dai Giudei ma Tu, Signore, apri il cuore dell’uomo a orizzonti nuovi.
Tu sei il Vivente, il Primo e l’Ultimo, in Te la morte trova la vita e la fine il suo compimento.
Donaci ancora Te stesso da mangiare!

La tua carne e il tuo sangue donati per la vita del mondo, perché la morte non abbia più l’ultima parola sulla temporalità dell’esistenza umana.
I giorni acquistano un nuovo sapore, una nuova direzione e si aprono alla possibilità di nuovi orizzonti.

Nella tua volontà, Signore, è la nostra gioia. Sì, la gioia dei (ri)cercati, la gioia dei (ri)trovati, la gioia dei salvati sull’orlo del precipizio dello smarrimento del cuore.
Nulla sarà più come prima!
Tutto adesso profuma di Vita, di nuovo inizio e di promessa eterna.

Domandare segni e prodigi, tracce e indizi che sostengano la fragilità della nostra fede e soddisfino le voglie della nostra immaginazione…ma tutto questo è veramente esigibile? Un segno è stato dato, l’Amore si è rivelato una volta per tutte nel donare al mondo la vita. A noi spetta il cammino della disillusione, dell’accoglienza, del rinnovamento.
