Non temere….
e fiorirai!!!

Non temere….
e fiorirai!!!

Non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato!

Acqua di salvezza tu, Signore…
sì, ma a patto che ci si immerga in te!!!!

Anche noi ti chiediamo, Signore, di scendere a guarire i nostri cuori perché non muoiano, ma vivano grazie alla tua promessa di salvezza.

TEMPO DI QUARESIMA
QUARTA SETTIMANA
COMMENTO AL VANGELO DI GIOVANNI 9,1 – 41
Luce Pasquale: Il Cammino della Nuova Creazione
Signore Gesù, “Luce del mondo” (Gv 9,5),
Tu che non passi “oltre” ma passi “dentro” le nostre oscurità,
liberaci dal labirinto dei giudizi e dalle genealogie della colpa.
Ai discepoli rimasti prigionieri del calcolo “Rabbì, chi ha peccato?” (9,2)
Tu rispondi con il gesto silenzioso di una Nuova Creazione.
Insegnaci che la nostra fragilità non è un verdetto che ci incatena al passato,
ma lo spazio vergine, l’altare di carne,
perché “siano manifestate in noi le opere di Dio” (9,3).
Metti il Tuo fango sui nostri occhi (9,6).
È il fango del sesto giorno, intriso della Tua stessa Vita.
Impasta la polvere della nostra fragilità con la saliva della Tua Parola,
perché solo chi bacia l’umiltà della terra può sostenere lo splendore del Cielo.
Spingici alla piscina di Sìloe (9,7), il lavacro dell’Inviato:
non per cancellare ciò che siamo, ma per lavare via le incrostazioni dell’orgoglio
e restituirci uno sguardo capace di Trascendenza.
Liberaci dalla cecità dei “giusti” e dal giudizio dei sapienti.
Guarisci quel fariseo che si annida nelle pieghe della nostra religiosità:
quello che, per non confessare l’abisso della propria mancanza
si fa scudo del peccato altrui gridando: “Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore” (9,24).
Donaci la grazia di capire che spegnere la luce del fratello non accenderà mai la nostra.
Donaci la “santa ignoranza” che rende liberi:
la forza di dire”Io non so” davanti alle pretese del mondo,
per gridare con l’evidenza del cuore: “Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo” (9,25).
Sostienici nell’ora del rifiuto, nel Gethsemani dell’espulsione.
Quando la coerenza con la Tua Verità ci renderà stranieri ai palazzi del consenso,
quando il disprezzo degli uomini ci bollerà come “nati nei peccati” (9,34),
fa’ che non cerchiamo rifugio altrove, ma che riconosciamo in quel rifiuto
la nostra Porta Pasquale.
Perché è proprio lì, fuori dai recinti rassicuranti, nel silenzio del mondo,
che Tu ci vieni incontro per sussurrare l’unica domanda che fonda l’Eterno:
“Tu credi nel Figlio dell’uomo?” (9,35).
O Risorto, nostra Pasqua senza tramonto,
trasfigura la nostra inadempienza nella Tua sovrabbondanza.
Fa’ che le nostre ferite diventino le feritoie del Tuo sepolcro vuoto:
uno spazio dove ogni nostra “mancanza” è colmata dalla Tua Vita.
Che il nostro atto di fede non sia un concetto, ma la nostra Risurrezione quotidiana,
mentre, con il timore e la gioia del mendicante che ha trovato il Tesoro,
ci prostriamo ai Tuoi piedi per proclamare il nostro atto di fede:
“Io credo, Signore!” (9,38).
La Tua Pasqua è lo sguardo del Padre su di noi.
La Tua Pasqua è Luce Eterna di Vita.
Amen!

La fede non serve per salire sul podio e sentirsi primi in tutto ma serve a prendere consapevolezza di quanto siamo piccoli, fragili e bisognosi del perdono.

È difficile ascoltare la voce di Gesù nella frenetica vita di ogni giorno, eppure Lui c’è e mi ama con tutte le sue forze. Lasciamoci travolgere da questo amore … E contagi-amo d’amore anche le persone che riempiono la nostra vita.

Liberiamo il nostro cuore dalle tensioni, dai dubbi, dai sospetti per fare spazio al bene, al bello, alla gratitudine. Solo così potremo vedere i prodogi che Dio opera nella nostra vita.

Gesù è venuto per dare Vita alla Legge dell’Amore, oggi, nella fedeltà nascosta, nelle piccole azioni quotidiane, nell’amore che sceglie ogni giorno di “rimanere”.

Gesù ci dice di perdonare sino a 70 volte 7: in amore i conti non tornano mai perché l’amore moltiplica all’infinito.
