Diffondere e annunciare a tutti la novità del Tuo Regno: proclamare che la morte è stata sconfitta, che il male non ha più la meglio sull’uomo, dire con la vita che Tu sei la Parola di Vera, venuta in mezzo a noi per la nostra salvezza. Signore, non solo hai inviato i tuoi ma oggi mandi noi perché il mondo creda che Tu sei il Figlio del Padre, Colui che fa nuove tutte le cose.
“Come può costui darci la sua carne da mangiare?” Sembra nascondersi l’ombra di una macabra follia in questa domanda fatta dai Giudei ma Tu, Signore, apri il cuore dell’uomo a orizzonti nuovi. Tu sei il Vivente, il Primo e l’Ultimo, in Te la morte trova la vita e la fine il suo compimento. Donaci ancora Te stesso da mangiare!
La tua carne e il tuo sangue donati per la vita del mondo, perché la morte non abbia più l’ultima parola sulla temporalità dell’esistenza umana. I giorni acquistano un nuovo sapore, una nuova direzione e si aprono alla possibilità di nuovi orizzonti.
Nella tua volontà, Signore, è la nostra gioia. Sì, la gioia dei (ri)cercati, la gioia dei (ri)trovati, la gioia dei salvati sull’orlo del precipizio dello smarrimento del cuore. Nulla sarà più come prima! Tutto adesso profuma di Vita, di nuovo inizio e di promessa eterna.
Domandare segni e prodigi, tracce e indizi che sostengano la fragilità della nostra fede e soddisfino le voglie della nostra immaginazione…ma tutto questo è veramente esigibile? Un segno è stato dato, l’Amore si è rivelato una volta per tutte nel donare al mondo la vita. A noi spetta il cammino della disillusione, dell’accoglienza, del rinnovamento.
Abbiamo fame, Signore, mendichiamo briciole di amore, di vita e di fede ma il nostro cuore desidera quel pane che non perisce perché donato per l’eternità. Tu, solo Signore, sei il Pane disceso dal Cielo e chi mangia di Te vivrà di Te. Apri la tua mano e saziaci!
Signore Gesù, veniamo a Te stanchi di parole umane, spesso stanchi l’uno dell’altro e persino di noi stessi. «Mentre conversavano e discutevano insieme…» (v. 15). Ti portiamo l’inconsistenza dei nostri dialoghi, quel rincorrersi di opinioni che non guariscono il cuore, quell’intreccio di influenze e condizionamenti che ci impediscono di vedere il vero. Liberaci dalla prigione di ciò che gli altri pensano di noi, e dal peso di dover corrispondere alle attese di chi ci cammina accanto.
«I loro occhi erano impediti a riconoscerlo» (v. 16). Signore, quante volte siamo ciechi perché troppo occupati a guardarci l’un l’altro, a condizionarci nel pessimismo, a confermarci a vicenda nelle nostre delusioni. Spesso le nostre relazioni non ci aprono al mistero, ma diventano lo specchio delle nostre chiusure. Ti preghiamo: rompi questo cerchio. Entra come il “Terzo” tra noi, l’Unico capace di spezzare i legami di dipendenza psicologica che ci tolgono la pace.
«Eglispiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (v. 27). Donaci la Tua Parola come unico criterio di verità. Senza di essa, le nostre relazioni restano fragili, esposte al vento dell’emozione o dell’interesse. La Tua Parola sia la spada che recide i condizionamenti umani per farci approdare alla libertà dei figli di Dio. Insegnaci che solo se siamo radicati in Te, possiamo davvero amarci senza possederci, senza dominarci, senza deluderci.
«Essi insistettero: Resta con noi» (v. 29). Signore, che il nostro “stare insieme” non sia un fuggire dalla solitudine, ma un cercarti uniti nella verità. Quando le nostre sicurezze umane crollano, quando sentiamo l’inconsistenza di ogni appoggio mondano, fa’ che i nostri occhi si aprano su di Te.
«Partirono senza indugio e fecero ritorno» (v. 33).
E infine, Signore, donaci il coraggio dell’ audacia pasquale e lo slancio del ritorno. L’ inconsistenza delle nostre parole e il peso dei nostri condizionamenti umani sono stati vinti dal Tuo ” passaggio”. Non permettere che restiamo ad Emmaus per consolarci ma spingici fuori,perché la Pasqua è un’energia che non può essere trattenuta. È il ribaltamento di ogni nostra logica di sconfitta. Facci tornare alla nostra Gerusalemme come testimoni nuovi segnati dalla Tua Risurrezione.
«Davvero il Signore è risorto!» (v. 34).
Fa’ che questo annuncio non sia per noi una formula sterile ma il fondamento di una nuova creazione. Trasfigura le fragilità dei nostri legami e fa che non ci cerchiamo più per bisogno o per paura, ma per la gioia di riconoscerci in Te. Insegnaci che la Risurrezione è il primato del possibile sull’impossibile, è la Verità che rende solide le nostre vite inconsistenti.
Fa che torniamo alla città, alla nostra Gerusalemme quotidiana, con il passo di chi ha mangiato il Pane della Vita e bevuto la Parola. Rendici “segni di Pasqua” per chi ancora cammina nel dubbio, testimoni liberi che la morte è stata inghiottita dalla Vittoria e che ogni cammino umano, per quanto faticoso, ha come unico orizzonte la Gloria della Tua Risurrezione.
Sia questa la nostra Pasqua , l’ irruzione del Verbo fatto Carne ,che rende ogni giorno possibile l’ impossibile umano.
Seduti sull’erba mentre un leggero vento primaverile ci accarezza dolcemente, dimenticandoci per un istante dei nostri problemi, dubbi, fragilità, Gesù ci chiede di consegnargli con fiducia quel poco che abbiamo perché solo lui è capace di fare grandi cose in noi.