e noi Ti riconosceremo, sapremo che Tu sei tornato, Signore, per restare con noi
per sempre.
Allora potremo finalmente chiederti la gioia, la vita piena che non delude, la speranza vera che ci spinge oltre i tristi confini della nostra ristrettezza di sguardo.
Il dolore e la fatica del nostro travaglio lasceranno il posto alla gioia che non ci sarà più tolta, come partorienti saremo alla fine dimentichi del lutto e del buio, attraverso il Tuo sguardo non avremo che occhi per la Gioia e la Luce.
Separarsi per restare uniti per sempre, è questo l’inafferrabile paradosso del Tuo amore per noi. I nostri occhi non ti vedono, i nostri orecchi non ti odono, le nostre mani non ti toccano ma Tu SEI, Tu SEI da sempre e per sempre. Tu SEI insieme il giudizio e la salvezza.
Tu ci hai dato la vita Signore e noi respiriamo il tuo stesso Respiro, lo Spirito che tutto rinnova e tutto crea. Siamo con te fin dal principio e con ciò che siamo vogliamo cantare che Tu non ci lasci mai soli.
SESTA DOMENICA DI PASQUA COMMENTO AL VANGELO DI GIOVANNI 14, 15 – 21
LITURGIA DELLE PROMESSE TRINITARIE
“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”(v. 15) L’amore per Gesù non è un’emozione passeggera, ma l’impegno di chi custodisce il fuoco nella notte. Osservare è proteggere la dignità dell’altro, trasformando il Vangelo in gesti concreti di fratellanza.
“Egli vi darà un altro Paraclito… lo Spirito della Verità” (vv 16-17) Lo Spirito è l’Avvocato che ci difende dalla “verità del mondo”, fatta di scarto e indifferenza. Egli brucia i nostri pregiudizi e ci dona la mitezza di chi sa riconoscere in ogni persona il volto di Dio.
“Non vi lascerò orfani: verrò da voi” (v. 18) La Pasqua rompe l’isolamento. Non siamo naufraghi, ma sentinelle del mattino. Lo Spirito ci educa a desiderare il Suo Volto, certi che la nostra vita è già innestata nella Sua: “Perché io vivo, anche voi vivrete” (v19)
“Voi in me e io in voi”(v. 20) Ecco l’unione mistica: il nostro cuore diventa la tenda della Trinità. Rimanere in Lui non è un obbligo, ma il respiro dell’anima che permette a Dio di abitare le nostre fatiche e le nostre gioie.
“Io lo amerò e mi manifesterò a lui” (v 21) Signore, manifestati oggi attraverso di noi. Che la nostra vita sia la Tua dolcezza che vince l’arroganza. Rendici pronti, con le lampade accese, per l’incontro finale dove ogni ombra svanirà davanti al Tuo Volto.
Signore, che la nostra mitezza sia il segno della Tua vittoria. Rendici figli e non orfani, testimoni della Verità che libera.