TEMPO DI NATALE
DOMENICA DELLA SACRA FAMIGLIA
COMMENTO AL VANGELO
DI Mt 2, 13- 15.19- 23
Il paradosso dell’Onnipotente Bambino
San Paolo ci dice che “Dio ha scelto ciò che è debole per confondere i forti”.
Nel Vangelo di oggi, questa verità si fa carne e sangue.
L’Eterno entra nel tempo come un profugo; Colui che regge il mondo ha bisogno che un uomo, Giuseppe, gli indichi la strada nel buio.
In questa famiglia non vediamo una gloria mondana, ma la gloria della fede nuda.
Maria è il tabernacolo vivente,Giuseppe è l’ombra del Padre.
Essi ci insegnano che essere famiglia significa “fare spazio” a Dio.
Non è la perfezione morale a rendere santa una casa, ma la presenza di Cristo accolto sotto il proprio tetto.
La loro fuga in Egitto ci grida che Dio abita le nostre ferite e i nostri esili, non solo le nostre gioie.
I Magi ci insegnano il primato dell’adorazione. Hanno attraversato deserti non per trovare una dottrina, ma per incontrare una Persona. Davanti a quel Bambino, essi depongono le corone: è il segno che solo davanti a Dio l’uomo trova la sua vera grandezza.
La grazia di Nazaret deve scendere oggi nelle nostre case,nelle nostre comunità. La famiglia è il luogo dove lo Spirito Santo opera la più grande delle trasformazioni: rendere sacro il pane, il lavoro, il perdono reciproco. Se Cristo è al centro, ogni casa,e ogni comunità diventa una piccola Nazaret, ogni tavola un altare, ogni gesto di amore un sacrificio gradito a Dio.
Vieni, Santo Spirito, e infiamma il cuore delle nostre famiglie ,e delle nostre comunità.
Fa’ che, come i Magi, sappiamo riconoscere la Tua luce e, come Giuseppe e Maria, proteggere la Vita di Cristo in noi.
