SESTA DOMENICA DI PASQUA
COMMENTO AL VANGELO DI GIOVANNI 14, 15 – 21
LITURGIA DELLE PROMESSE TRINITARIE
“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”(v. 15) Lβamore per GesΓΉ non Γ¨ un’emozione passeggera, ma l’impegno di chi custodisce il fuoco nella notte. Osservare Γ¨ proteggere la dignitΓ dell’altro, trasformando il Vangelo in gesti concreti di fratellanza.
“Egli vi darΓ un altro Paraclitoβ¦ lo Spirito della VeritΓ ” (vv 16-17)
Lo Spirito Γ¨ l’Avvocato che ci difende dalla “veritΓ del mondo”, fatta di scarto e indifferenza. Egli brucia i nostri pregiudizi e ci dona la mitezza di chi sa riconoscere in ogni persona il volto di Dio.
“Non vi lascerΓ² orfani: verrΓ² da voi” (v. 18)
La Pasqua rompe l’isolamento. Non siamo naufraghi, ma sentinelle del mattino. Lo Spirito ci educa a desiderare il Suo Volto, certi che la nostra vita Γ¨ giΓ innestata nella Sua: “PerchΓ© io vivo, anche voi vivrete” (v19)
“Voi in me e io in voi”(v. 20)
Ecco l’unione mistica: il nostro cuore diventa la tenda della TrinitΓ . Rimanere in Lui non Γ¨ un obbligo, ma il respiro dell’anima che permette a Dio di abitare le nostre fatiche e le nostre gioie.
“Io lo amerΓ² e mi manifesterΓ² a lui” (v 21) Signore, manifestati oggi attraverso di noi. Che la nostra vita sia la Tua dolcezza che vince l’arroganza. Rendici pronti, con le lampade accese, per l’incontro finale dove ogni ombra svanirΓ davanti al Tuo Volto.
Signore, che la nostra mitezza sia il segno della Tua vittoria. Rendici figli e non orfani, testimoni della VeritΓ che libera.
Amen!
